Galleria Alberto Sordi
Indagini conoscitive strutturali e antincendio in un edificio vincolato, Piazza Colonna
Indagini conoscitive sulle strutture e sulla prevenzione incendi all'interno delle unità commerciali della Galleria Alberto Sordi, in Piazza Colonna a Roma. La direzione dei lavori è stata affidata all'architetto Caterina Reccia.
Un edificio storico, tutelato
La Galleria Alberto Sordi, ex Galleria Colonna, fu realizzata tra il 1914 e il 1921 su progetto di Dario Carbone, nell'ambito del riassetto di Piazza Colonna e dell'ampliamento di Via del Corso previsti dal Piano Regolatore del 1909. I lavori complessivi terminarono nel 1940 con l'architetto Giorgio Calza Bini.
I due bracci della galleria sono disposti a Y. All'interno si distinguono il soffitto cassettonato, i pavimenti in mosaico di gres, i grandi lucernari colorati e la tricromia dei prospetti: grigio chiaro per paraste e architravi, grigio scuro per gli altri ordini, rosa intenso per le tamponature.
La struttura è principalmente in travi e pilastri in cemento armato, tipica degli anni Dieci e Venti del Novecento, anche se i sostegni in vista sono colonne in pietra.
L'immobile è tutelato per i prospetti esterni e interni ai sensi dell'art. 21 della Legge 1089/1939, oggi D.Lgs. 42/2004. Per questo ogni indagine è stata sottoposta a progetto e ad autorizzazione della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma, che l'ha ritenuta compatibile con le esigenze di tutela monumentale.
Le indagini
Le indagini hanno riguardato nove zone nei locali ai piani interrato, terra e mezzanino, esclusivamente all'interno delle unità commerciali. Sono state eseguite dai tecnici di MTS Engineering S.r.l. tra il 6 giugno e l'8 luglio 2021, secondo il principio del minimo intervento: operazioni non distruttive dove possibile, e un numero contenuto e indispensabile di indagini distruttive.
Per riconoscere tipologia e caratteristiche degli elementi strutturali sono stati eseguiti rilievi diretti e visivi, scavi di fondazione, prove di resistenza ed estrazione di campioni. Per analizzare gli elementi orizzontali e verticali sono stati rimossi controsoffitti e contropareti in cartongesso. Sulle strutture in calcestruzzo armato sono stati prelevati campioni di barre copriferro e di conglomerato cementizio, oltre alle prove di resistenza. Dalle murature sono stati prelevati campioni di mattoni.
Le fondazioni sono state rilevate con scavi superficiali nel piano interrato, alla presenza dell'archeologa incaricata, fino a intercettare i plinti di fondazione a una profondità di 1,25-1,40 m. Sono state inoltre eseguite prove geognostiche negli scavi già realizzati e prove sismiche con geofoni sul piano strada, senza ulteriori modifiche al progetto approvato.
Il cantiere
Il cantiere è durato cinque settimane. Le uniche variazioni al cronoprogramma hanno riguardato lo slittamento di alcune indagini, per organizzare meglio le attività e per il reperimento delle strumentazioni necessarie.
A conclusione, i punti di prelievo e i saggi sono stati risarciti e chiusi con materiale compatibile con quello esistente, analogo per composizione, granulometria e cromia.
Esito
Durante l'esecuzione non sono emerse criticità. Le strutture rinvenute e indagate non presentano elementi di particolare pregio architettonico o artistico e non sono sottoposte alla disciplina del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
- Luogo
- Roma, Italia
- Cliente
- Lombardini 22 per PRELIOS Integra S.p.a.
- Stato
- Realizzato
- Proprietà
- PRELIOS Integra S.p.a.
- Direzione lavori
- Arch. Caterina RECCIA
- Indagini strutturali
- MTS Engineering S.r.l.
- Zone indagate
- piano interrato, terra e mezzanino
- Tutela
- D.Lgs. 42/2004, art. 21
- Autorizzazione
- Soprintendenza Speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma


